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Itinerario 1

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Parco Benestare - Mappa dell'Itinerario n°1 Ex cava di Montignoso Affioramento Verrucano della Pietrina Affioramento del Verrucano e sorgente Acqua Rossa Ex miniera di cinabro di Torri di Iano Affioramento carbonifero di Torri di Iano Zoom Mappa Sorgente ipotermale Il Bagno (non visitabile)

inizio pagina inizio paginaPunto di interesse n°1Sorgente ipotermale Il Bagno (non visitabile)

Le acque della sorgente, storicamente utilizzata per bagni dalla popolazione locale con effetti terapeutici per le malattie dermatologiche, scaturiscono da sedimenti di copertura pliocenici (a quota di circa 230 m s.l.m.) e sono ricche di gas e carbonato di calcio. Le acque risalgono attraverso particolari direttrici di frattura e lungo la faglia di Iano-Villa Cozzano. L'elevata salinità e la temperatura di emersione (23°- 24° C), indicano una genesi profonda. Insieme alla fuoriuscita di acqua, il sottosuolo emette una vistosa quantità di anidride carbonica; ciò permette la trasformazione del bicarbonato di calcio solubile in carbonato di calcio insolubile che precipita incrostando il suolo con vasti depositi di travertino color bianco o giallo chiaro.

All'interno delle fratture fuoriescono filoni di alabastrite e alabastro calcareo; quest'ultimo destinato alla lavorazione artigianale di oggetti decorativi e ornamentali.

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Particolare dell'affioramento paleozoico in Località "Forni"
Sorgente ipotermale Il Bagno (non visitabile) - Particolare dell'affioramento paleozoico in Località "Forni"
Particolare della sorgente sulfurea
Sorgente ipotermale Il Bagno (non visitabile) - Particolare della sorgente sulfurea



Formazioni travertinose
Sorgente ipotermale Il Bagno (non visitabile) - Formazioni travertinose
Particolare dell'affioramento paleozoico in Località "Forni"
Sorgente ipotermale Il Bagno (non visitabile) - Particolare dell'affioramento paleozoico in Località "Forni"

inizio pagina inizio paginaPunto di interesse n°2Affioramento carbonifero di Torri di Iano

Gli affioramenti degli scisti paleozoici sono rocce caratterizzate da una serie di strati paralleli dove avviene l'alternanza tra argilloscisti neri e scisti arenacei grigi a grana molto fine.
L'importanza scientifica di questi affioramenti deriva dall'elevata quantità di resti fossili animali e vegetali che ha permesso di determinarne il periodo di formazione.
Le principali specie vegetali rinvenute sono tipiche di un clima equatoriale, ciò testimonia in modo attendibile che la regione appartenente al vecchio continente detto Pangea era vicina all'Equatore. L'alternanza argille-arenarie indica chiaramente un ambiente marino dove la deposizione dei materiali trasportati passava rapidamente da marina a continentale.
Questa caratteristica ha permesso nel passato di effettuare tentativi di coltivazione mineraria degli scisti paleozoici (1850-1928).

Dal 1926 al 1930, in seguito alla costituzione del Commissariato dei Combustibili, furono realizzate una serie di trivellazioni esplorative profonde, anch'esse con esito negativo, finalizzate al rinvenimento e allo sfruttamento di carbon fossile.

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Particolare dell'affioramento paleozoico in località "Forni"
Affioramento carbonifero di Torri di Iano - Particolare dell'affioramento paleozoico in località "Forni"

inizio pagina inizio paginaPunto di interesse n°3Ex miniera di cinabro di Torri di Iano

L'intera area è di estrema rilevanza dal punto di vista geologico e minerario.
Nella prima metà del '900 vennero effettuate campagne di perforazione a scopo di ricerca; i risultati evidenziarono l'esistenza di un assetto stratigrafico rovesciato (piega) e sono stati confermati anche dal rinvenimento di acque termali calde (38° C) nel sottosuolo. La zona è inoltre stata oggetto di esplorazioni minerarie e di attività estrattiva, come testimonia l'ex-miniera di Torri di Iano, famosa per l'estrazione del cinabro, minerale utilizzato per la produzione del mercurio.

Lo sfruttamento della miniera iniziò nel 1887 mediante creazione del Pozzo Savi (profondo 50 m) e del Pozzo Sfondato (profondo 73 m). L'attività estrattiva, partendo dai pozzi, si svolgeva attraverso una discenderia posta su tre distinti livelli da cui si sviluppavano varie gallerie. Tra i principali lavori eseguiti nell'area di Iano c'è la comunicazione tra il Pozzo Savi e la vecchia miniera, tramite una galleria che evidenziò la continuazione dello strato di cinabro principale della vecchia miniera e l'esistenza di uno nuovo strato di argilla nera bituminosa. Con la galleria Savi, avente andamento pressoché parallelo alla stratificazione, fu seguita la vena di cinabro fino a che il rigetto di una faglia non la fece scomparire. Ad oggi il sito conserva ancora intatti due imbocchi di gallerie sub-orizzontali. Si riconosce inoltre la posizione esatta del Pozzo Savi, attualmente colmato di detriti e sede di venute di acqua mesotermale e gas.

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L'area della ex miniera
Ex miniera di cinabro di Torri di Iano - L'area della ex miniera
Particolare del Pozzo Savi attualmente interessato da venute di acqua mesotermale e gas
Ex miniera di cinabro di Torri di Iano - Particolare del Pozzo Savi attualmente interessato da venute di acqua mesotermale e gas



Particolare dell'imbocco della miniera di cinabro di Torri di Iano
Ex miniera di cinabro di Torri di Iano - Particolare dell'imbocco della miniera di cinabro di Torri di Iano
L'ingresso della galleria
Ex miniera di cinabro di Torri di Iano - L'ingresso della galleria

inizio pagina inizio paginaPunto di interesse n°4Affioramento del Verrucano e sorgente Acqua Rossa

La sorgente Acqua Rossa sgorga alla quota di circa 295 m s.l.m. in corrispondenza di una faglia che disloca in maniera consistente l'affioramento del Verrucano.
La sorgente è classificabile come una "sorgente di contatto", le acque sgorgano liberamente verso gli impluvi naturali esistenti a valle a una temperatura di circa 15° C.
Le acque sono contraddistinte da medio-bassa salinità totale e sono classificabili come solfato-alcalino-terrose.
Si tratta di un'acqua che si infiltra attraverso il rilievo di Poggio dei Cipressini, ed è caratterizzata da una circolazione presumibilmente superficiale e con una minima influenza di percorsi idrotermali profondi.

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Affioramento del Verrucano in prossimità della sorgente Acqua Rossa
Affioramento del Verrucano e sorgente Acqua Rossa - Affioramento del Verrucano in prossimità della sorgente Acqua Rossa
Affioramento del Verrucano
Affioramento del Verrucano e sorgente Acqua Rossa - Affioramento del Verrucano



Inclusioni
Affioramento del Verrucano e sorgente Acqua Rossa - Inclusioni

inizio pagina inizio paginaPunto di interesse n°5Affioramento Verrucano della Pietrina

L'innalzamento tettonico (Horst) dove si colloca Poggio Spadone ha permesso l'affioramento delle formazioni paleozoiche con le rocce più antiche e mineralizzate della Toscana, rappresentate dagli scisti del Carbonifero.
In questa zona è chiaramente osservabile (vedi foto) il contatto tra le rocce del substrato antico e i più recenti depositi pliocenici. Da qui si ha la percezione dello sviluppo del mare nel Pliocene con un ambiente paleogeografico del tutto diverso dall'attuale.
L'area mostra anche importanti affioramenti di Calcare Cavernoso che permettono l'alimentazione di un sistema termominerale profondo.
Nelle vicinanze della Pietrina vengono segnalate le sorgenti sulfuree del Bagno e delle Pozzaie in cui emergono le acque termominerali suddette.

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Affaccio verso "Le Pozzaie" e Casa Torricchi
Affioramento Verrucano della Pietrina - Affaccio verso "Le Pozzaie" e Casa Torricchi
La Pietrina dalla strada Volterrana
Affioramento Verrucano della Pietrina - La Pietrina dalla strada Volterrana



Affaccio verso "Le Pozzaie" e Casa Torricchi
Affioramento Verrucano della Pietrina - Affaccio verso "Le Pozzaie" e Casa Torricchi
Affioramento di anageniti con licheni
Affioramento Verrucano della Pietrina - Affioramento di anageniti con licheni

inizio pagina inizio paginaPunto di interesse n°6Ex cava di Montignoso

L'ex cava di Montignoso è composta da tre tipi di pietre: Serpentiniti, Gabbri e Diabasi.
Quella maggiormente rilevata è la Serpentina che affiora direttamente nell'area estrattiva, il Gabbro invece si individua con un piccolo affioramento all'interno dell'ammasso di Serpentiniti.
Altre formazioni affiorano nelle aree confinanti la cava e sono rappresentati dai Calcari a Calpionelle, Argille, Marne Scagliose e Calcari Palombini.
Le Serpentine sono state anticamente utilizzate nell'edilizia come materiali decorativi e attualmente vengono utilizzate per le pavimentazioni stradali.

L'ex cava, in virtù della particolare posizione topografica, costituisce uno dei più pregevoli punti panoramici dell'intero territorio comunale di Gambassi Terme, da cui è possibile scorgere, puntando verso sud, il magnifico colle di Volterra.

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Situazione attuale della ex cava di Montignoso
Ex cava di Montignoso - Situazione attuale della ex cava di Montignoso
L'area della ex cava di gabbro Fornace di Montignoso
Ex cava di Montignoso - L'area della ex cava di gabbro Fornace di Montignoso



Il profilo di Volterra e Poggio Voltraio
Ex cava di Montignoso - Il profilo di Volterra e Poggio Voltraio

inizio pagina inizio paginaPunto di interesse n°12Opificio Tosco Ticciati

L'arte di lavorare le pietre dure semipreziose ha un'antichissima tradizione in Firenze.
Nel corso del XVI secolo grazie all'amore di Cosimo I de' Medici per questa lavorazione, nacquero a Firenze le prime botteghe granducali dove si producevano oggetti nelle più pregiate pietre dure. La stessa passione fu trasmessa al figlio Francesco il quale dette vita alla più celebre lavorazione del mosaico fiorentino ovvero della "pittura di pietra", una particolare tecnica di commessa delle pietre che accostate con commettiture invisibili vanno a formare, con i colori naturali delle pietre, paesaggi e nature morte.
Fu nel 1588 che Ferdinando I de' Medici dette stabile organizzazione ed ordinamento a queste botteghe creando l'Opificio delle pietre dure. Fu istituito nel 1588 nell'ex-convento di San Niccolò dal Granduca Ferdinando I de' Medici come manifattura di opere in pietre dure, la cosiddetta arte del commesso fiorentino, con la quale si realizzano tutt'ora splendidi intarsi con pietre semipreziose
Il commesso a differenza del mosaico non usa tessere geometriche, ma intaglia pezzi più grandi, scelti per colore, opacità, brillantezza e sfumature delle venature, creando un disegno figurato. Si realizzarono così opere d'arte di straordinario valore, dai mobili a oggetti vari, fino a copie perfette di pitture da appendere, che oggi arricchiscono i musei di tutto il mondo testimoniando la genialità e la tecnica degli artigiani fiorentini.

L'Opificio Tosco Ticciati utilizza da sempre procedimenti di lavorazione che rispettano e conservano nel tempo le tecniche tradizionali pur innovandosi sia tecnologicamente che nei materiali.
Ogni fase della lavorazione viene eseguita internamente all'Opificio, dallo stoccaggio dei materiali, costantemente approvvigionato per avere in qualsiasi momento disponibilità della pietra, al taglio del grezzo, al mosaico fino al confezionamento dell'oggetto.

L'Opificio opera ed è conosciuto sia a livello nazionale che internazionale, e le sue opere sono particolarmente apprezzate in tutta Europa, negli Emirati Arabi e negli Stati Uniti d'America.

Opificio Tosco Ticciati
Opificio Tosco Ticciati



Opificio Tosco Ticciati
Opificio Tosco Ticciati



Opificio Tosco Ticciati
Opificio Tosco Ticciati