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Geominerario

Affioramento carbonifero di Torri di IanoI reperti e i resti di antiche strutture e insediamenti presenti in maniera diffusa su tutta l'area del parco, attestano come questo territorio sia stato più o meno intensamente abitato in epoca etrusco-romana e come, probabilmente, fin da alcuni secoli avanti l'epoca cristiana, sia iniziato lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo, miniere di rame, pietre ornamentali.

Da un punto di vista geologico, l'area è caratterizzata da una dorsale di genesi strutturale, ad andamento appenninico ed è caratterizzata da formazioni di flysh di Montaione, calcare cavernoso, gabbri e serpentine. La formazione più antica può essere individuata nei cosiddetti argilloscisti di Iano e delle Penere, riferibili al Carbonifero, e quindi ad oltre 250 milioni di anni fa.

Sul versante della Valdelsa, la zona compresa fra i sedimenti fluviali di fondovalle e i primi affioramenti litoidi che si collocano indicativamente alle quote dei due capoluoghi, è interessata da argille plioceniche e da una vasta fascia, posta a quota immediatamente più elevata, in cui prevalgono le sabbie e i conglomerati. Questi ultimi sono presenti prevalentemente alle quote più elevate.

In alcune aree del versante volterrano, verso il corso dell'Era, si osserva invece un passaggio netto fra la zona delle argille e la zona a struttura litoide. In queste zone, caratterizzate fra l'altro da
bruschi cambiamenti delle pendenze, è in genere osservabile un confine netto fra i seminativi, coltura tipica delle rotondeggianti colline argillose, e le aree boscate che ricoprono pressoché completamente la zona sommitale in cui affiorano i litotipi più antichi.

La fascia sabbiosa che prospetta verso l'Elsa è caratterizzata per la rilevante prevalenza di oliveti e vigneti, intercalati da piccoli appezzamenti a seminativo e da residue superfici boscate nelle aree a maggiore acclività e negli impluvi. In questa zona, i seminativi nudi e i pascoli cespugliato risultano pressoché limitati alla zona di S. Stefano.

Il versante valdelsano propone un paesaggio che spesso viene preso a simbolo dell'intera Toscana e che ha nella casa colonica isolata, nei filari di cipressi e nei vigneti i simboli di una iconografia da sempre largamente utilizzata in comunicazione.