Italiano | English

contrasto font grande

|

font medio

|

font piccolo
bg_left
bg_top

Punto di interesse n°8Ex bagni di Mommialla e cave di gesso

Gli antichi Bagni termali di Mommialla e gli affioramenti di gesso oggetto di passate e attuali coltivazioni si collocano nella porzione meridionale del Comune di Gambassi Terme, ad una distanza di circa 8,2 Km dal suddetto Capoluogo.

Ubicazione del sito
Sorgente ipotermale Il Bagno - Ubicazione del sito
Ubicazione del sito
Sorgente ipotermale Il Bagno - Ubicazione del sito



IGM 1947
Sorgente ipotermale Il Bagno - IGM 1947
Carta Tecnica Regionale
Sorgente ipotermale Il Bagno - Carta Tecnica Regionale

inizio pagina inizio paginaCaratterizzazione geologica

Dal punto di vista geologico la zona si configura come un alto strutturale in corrispondenza del quale affiorano calcari cavernosi e/o dolomitici triassici (248-210 MA) della Serie Toscana ridotta messi in contatto, attraverso una serie di faglie, con Calcari a Palombini del Cretaceo (140-66 MA) ascrivibili all'alloctono ligure. Al di sopra dei terreni alloctoni si hanno formazioni di ambiente prevalentemente lacustre di età miocenica (24-5 MA). Nell'area si segnalano inoltre incrostazioni di travertino del Quaternario, testimonianti la presenza di una certa attività idrotermale.

Estratto carta geologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geologica
Estratto carta geomorfologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geomorfologica



Sezione schematica della circolazione idrica profonda in corrispondenza della sorgente di Mommialla
Sorgente ipotermale Il Bagno - Sezione schematica della circolazione idrica profonda in corrispondenza della sorgente di Mommialla
Cave di gesso in loc. "Treschi"
Sorgente ipotermale Il Bagno - Cave di gesso in loc. "Treschi"

inizio pagina inizio paginaPucularità geologiche, termali e minerarie

L'area analizzata risulta contraddistinta dalla presenza di vasti affioramenti di gesso, formazione sedimentaria costituita da una serie stratificata di depositi evaporitici derivanti dalla successione di sedimenti di ambiente marino depositatisi per precipitazione in ambiente lagunare o in bacini marginali sovrasalati. A seguito dell'evaporazione dell'acqua marina la precipitazione dei minerali in essa disciolti avviene secondo un ordine di solubilità crescente (carbonato di calcio cloruro di sodio). Le serie evaporitiche comprendono in genere facies carbonatiche, come dolomie e calcari evaporatici, che iniziano a precipitare quanto la soluzione è ridotta al 50% del volume iniziale. Per ulteriore evaporazione (volume iniziale ridotto al 70%) precipitano le facies solfatiche, costituite principalmente da gessi e anidriti. Una riduzione del 90% è invece responsabile della deposizione di facies ad alogenuri (salgemma e sali potassici). A temperatura ambiente l'anidrite è più solubile in acqua del gesso mentre a circa 50°C la solubilità di detto minerale risulta minore. In ambienti naturali la fase di solfato di calcio che precipita in acque di evaporazione è sostanzialmente gesso. Una volta sepolto sotto centinaia di metri di sedimenti il gesso si riscalda in funzione del gradiente di temperatura dell'area. A profondità variabili tra poche centinaia di metri e 3 Km il gesso viene a trovarsi a temperature superiori a 50°C e inizia a disidratarsi trasformandosi in anidrite. Quando movimenti di sollevamento tettonico e/o l'erosione riconducono i depositi anidritici in prossimità della superficie terrestre (e quindi in contatto con acque meteoriche o freatiche) avviene nuovamente la trasformazione di detto minerale in gesso. La trasformazione gesso-anidrite è un processo reversibile e esotermico (con produzione di calore). Per tale ragione alcuni autori collegano a tale fenomeno la presenza diffusa di sorgenti termali nella zona. La sorgente di Mommialla, sgorgante attraverso depositi di travertino, è una polla di debole portata e caratterizzata da continue emanazioni gassose costituite prevalentemente da anidride carbonica. La temperatura di emergenza è di circa 18° C. Riguardo il chimismo dette acque, classificabili come solfato-calciche, sono contraddistinte da elevata salinità (4600 mg/l), elevati tenori in SO4-2, HCO3-, Ca2+ e Mg2+ e quindi di circolazione profonda all'interno della formazione anidritica del trias. Le analisi isotopiche indicano tempi di interazione acqua-roccia molto lunghi. Sono in corso nuove ricerche per reperire ulteriori risorse termali nell'area in esame.

inizio pagina inizio paginaUsi storici

Il nome della località Mummialla comparve per la prima volta in un documento del 1196 e, secondo le cronache dei primi anni del XX secolo (Giovanni Targioni Tozzetti), deriverebbe dagli affioramenti gesso ivi presenti, visto che a quell'epoca, nei dintorni di Roccastrada, detta denominazione indicava uno specifico tipo di gesso. Nella zona compresa infatti tra Montignoso e Camporbiano vi sono infatti affioramenti gessosi analoghi a quelli di Mommialla, che furono sfruttati a partire dal 1832 per opera di Pietro Calamai. Egli prese in affitto le cave di Camporbiano dai Sigg. Panciatichi, fondando in località Castagno, un impianto per la cottura e la macinazione del gesso, chiuso poi nel 1913. Per far fronte alla crescente richiesta di materiale (sia in Italia che in America) lo stesso Calamai nel 1840 fu costretto a impiantare una nuova fabbrica al Castagno estraendo il gesso alle Lame e da Mommialla in quantità significative (fino a 500 tonnellate all'anno tra materie grezze e raffinate). Nel 1886 la fabbrica di Camporbiano, dopo essere stata in mano a un Sindacato Francese, passò nelle mani della famiglia Morandi che lasciò i forni di cottura a Camporbiano e ne impiantò la macinazione a Castelfiorentino. A Mommialla alla fine dell'ottocento erano in attività le cave dei Colzi che macinavano il gesso all'Osteria Vecchia, lungo la strada per Gambassi Terme, la cui attività si protrasse fino a circa metà del 1900. La coltivazione del gesso continua ancora oggi in corrispondenza della località Treschi per conto della Soc. Knauf di Lothar Knauf & C. S.a.s. (Aut. n. 15 del 3.10.2005). Mommialla era comunque famosa nel Comune di Montaione e nelle aree limitrofe per la presenza di uno stabilimento termale, il più antico del Comune di Gambassi e già attivo nel Medioevo. Vecchi scritti riportano inoltre che nel 1885 le suddette terme, contraddistinte dalla presenza di "laghetti di acqua di color lattiginoso dall'odore di zolfo che scaturisce con impeto, quasi bollisse", erano di gran moda tra i ceti più agiati della Valdelsa, soprattutto per la cura di malattie della pelle mediante l'applicazione di fanghi. Le prime analisi delle acque sulfuree di Mommialla furono realizzate nei primi decenni del XIX secolo da Giuli. I Bagni di Mommialla restarono in funzione anche dopo la Seconda Guerra Mondiale e, da verbali del Distretto Minerario, cessarono la loro attività prima del 1963. Ad oggi rimangono gli edifici in parte diruti in cui si notano le vecchie vasche per i bagni. E' attualmente in corso un progetto di recupero di tali edifici.