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Punto di interesse n°7Sorgente di Pillo

Lo stabilimento termale sorge nel Capoluogo di Gambassi Terme.

Foto aerea 2003
Sorgente ipotermale Il Bagno - Foto aerea 2003
Carta Tecnica Regionale
Sorgente ipotermale Il Bagno - Carta Tecnica Regionale



IGM 1947
Sorgente ipotermale Il Bagno - IGM 1947



Ubicazione del sito
Sorgente ipotermale Il Bagno - Ubicazione del sito
Ubicazione della sorgente di Pillo
Sorgente ipotermale Il Bagno - Ubicazione della sorgente di Pillo

inizio pagina inizio paginaCaratterizzazione geologica

La sorgente minerale utilizzata dallo stabilimento sgorga nel fondovalle del Rio Sanguigno ( quota di circa 85 m s.l.m), in prossimità di una faglia che mette a contatto la formazione rocciosa alloctona della Pietraforte (arenaria torbiditica quarzoso-calcarea del Cretaceo sup.:100-66 MA) con le sabbie plioceniche che affiorano estesamente in questa zona. Gli strati arenacei in prossimità dell'emergenza immergono verso SW con inclinazione di circa 20°.

Schema mostrante i rapporti tra le varie formazioni geologiche in corrispondenza della Sorgente di Acqua Salsa di Pillo.
All = depositi alluvionali recenti e/o attuali; Ps = Sabbie plioceniche; pF = Formazione della Pietraforte cretacica (Alloctono Ligure)
Sorgente ipotermale Il Bagno - Schema mostrante i rapporti tra le varie formazioni geologiche in corrispondenza della Sorgente di Acqua Salsa di Pillo.<br>All = depositi alluvionali recenti e/o attuali; Ps = Sabbie plioceniche; pF = Formazione della Pietraforte cretacica (Alloctono Ligure)
Estratto carta geomorfologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geomorfologica



Estratto carta geologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geologica
Sezione schematica raffigurante la circolazione idrica profonda in corrispondenza della sorgente di Pillo
Sorgente ipotermale Il Bagno - Sezione schematica raffigurante la circolazione idrica profonda in corrispondenza della sorgente di Pillo

inizio pagina inizio paginaPucularità geologiche, termali e minerarie

L'acqua salsa di Pillo ha una temperatura all'emergenza di circa 15° C ed è quindi classificabile come acqua "termale fredda". Dal punto di vista delle peculiarità chimiche dette acque sono classificabili come clorurate alcaline e hanno un contenuto in sali disciolti estremamente elevato (circa 1840 mg/l). In particolare si segnala una grande abbondanza di ioni Na e Cl, ma anche in HCO3- e SO42 e una minor presenza di ioni Ca, probabilmente legata ai processi di scambio ionico tra Na+ e Ca2+ e che giustificherebbero anche l'anomalo eccesso di Na+ rispetto al Cl- nelle acque di questa sorgente. Dalle analisi è emerso anche un elevato tenore in Mg, probabilmente legato alla presenza di rocce della serie ofiolitica ricche in detto minerale, e dalla presenza dello ione Fe2+, spesso individuato nelle acque termominerali e derivante presumibilmente dalla decomposizione della pirite (solfuro di ferro). Infine, la presenza di solfati e quindi l'alto valore della durezza è da mettere in relazione alla percolazione di dette acque all'interno di un substrato evaporitico di età triassica. Riguardo la genesi di quest'acqua sono state formulate varie ipotesi. Le significative quantità di Cl e Ca, unitamente alla presenza di altri elementi minori precipitanti in genere nelle fasi finali del processo evaporitico (Li, Br, B), potrebbero derivare da una prolungata interazione acqua-roccia all'interno della formazione anidritico triassica affiorante poco più a sud del punto di emergenza, posto che essa conservi ancora l'originario aspetto anidritico. Come ipotesi alternativa viene invece avanzata una circolazione profonda al livello delle rocce cristalline del basamento. Studi di geochimica isotopica condotti recentemente su campioni di dette acque (ossigeno 18 e trizio) sembrano indicare l'avvenuto mescolamento tra acque che non hanno subìto processi di frazionamento isotopico con condense di vapori geotermici, con una proporzione di circa 60 contro 40% rispettivamente. Il vapore geotermico potrebbe provenire dalle zone marginali del campo di Larderello, a Sud, oppure possiamo ipotizzare che queste zone siano caratterizzate da temperature in profondità simili a quelle esistenti in zone geotermiche, e quindi in grado di produrre vapore. Dai contenuti di tritio estremamente bassi (dell'ordine di 0,2 U.T.) risulta lecito ritenere che le acque che alimentano questa sorgente siano caratterizzate da una circolazione sotterranea prolungata nel tempo (superiore a 50 anni).

inizio pagina inizio paginaUsi storici

In corrispondenza del punto di scaturigine della sorgente è stato realizzato anticamente realizzato un manufatto per la captazione dell'acqua. I primi documenti certi che ne confermano l'uso depurativo e lassativo risalgono ai primi anni del '900, anni in cui si hanno notizie certe di viandanti che facevano soste o si recavano di proposito a questa sorgente. La concessione per acqua minerale "Pillo" è stata rilasciata per la prima volta con decreto n°4920 del 16.09.1964 dal Prefetto della Provincia di Firenze. Lo stabilimento termale tuttora funzionante risale soltanto al periodo 1978-1980. L'"acqua salsa" di Pillo, dal punto di captazione è inviata, mediante alcune elettropompe e una condotta di distribuzione di lunghezza pari a 3,8 Km, allo stabilimento termale sito nell'abitato di Gambassi Terme e precisamente nelle vecchie scuole elementari (v. foto). Dette acque termali vengono ancora oggi impiegate per cure idropinoterapiche, inalatorie e per impacchi e suffumigi.