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Punto di interesse n°6Ex cava di Montignoso

La ex-cava di Montignoso è ubicata nella porzione meridionale del Comune di Gambassi Terme, ad una distanza di circa 6,3 Km e in corrispondenza dell'omonima località.

Foto aerea 2003
Sorgente ipotermale Il Bagno - Foto aerea 2003
Carta Tecnica Regionale
Sorgente ipotermale Il Bagno - Carta Tecnica Regionale



Ubicazione del sito
Sorgente ipotermale Il Bagno - Ubicazione del sito

inizio pagina inizio paginaCaratterizzazione geologica

La zona in esame è contraddistinta dalla presenza di formazioni appartenenti all'Alloctono Ligure (Complesso Ofiolitifero e Argille a Palombini rispettivamente di età Giurassica e Cretacica: 150 MA circa e 140-66 MA) che giacciono per sovrapposizione tettonica sopra ai terreni della Serie Toscana ridotta. La sequenza ofiolitifera risulta composta da tre litotipi fondamentali rappresentati da: Serpentiniti, Gabbri e Diabasi. Tra questi il termine più rappresentato e la Serpentinite che affiora direttamente nell'area estrattiva. Per quanto riguarda gli altri termini della serie ofiolitifera si individua solo un piccolo affioramento di Gabbri costituito da una scaglia fortemente disturbata entro l'ammasso di Serpentini. Le altre formazioni del Complesso affiorano nelle aree limitrofe al sito di cava e sono rappresentate dai Calcari a Calpionelle e dalla Formazione delle Argille e Marne Scagliose con intercalazioni di Calcari Palombini. In discordanza stratigrafica sulle suddette Unità Liguri giacciono inoltre terreni lacustri e marini di età miocenica e pliocenica.

Situazione della ex area di cava a seguito dell'avvnuto ripristino morfologico e vegetazionale
Sorgente ipotermale Il Bagno - Situazione della ex area di cava a seguito dell'avvnuto ripristino morfologico e vegetazionale



Estratto carta geologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geologica
Estratto carta geomorfologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geomorfologica

inizio pagina inizio paginaPucularità geologiche, termali e minerarie

La ex-cava insiste nella porzione sommitale del versante esposto a sud di una dorsale che si eleva tra il corso del Botro delle Penerine (quota di circa 450 m s.l.m.) e il Borro della Pievina, che scorre alla stessa quota. La particolarità di detta area deriva principalmente dalla presenza di affioramenti di rocce ofiolitiche di età Giurassica di provenienza ligure. Nello specifico si tratta di serpentine, rocce di fondo marino "ultrabasiche" derivanti da magmi molto poveri in silice (SiO2), contraddistinte da colorazione dal verde al bruno o talvolta tendente al rosso e con struttura in genere compatta e tessitura lamellare. Geneticamente derivano dal metamorfismo delle peridotiti in ambiente idrato e con temperature variabili tra 350 e 500° C. La ex-cava di serpentino, in virtù della particolare posizione topografica, costituisce inoltre uno dei più pregevoli punti panoramici dell'intero territorio comunale, da cui è possibile scorgere, puntando verso sud, il magnifico colle di Volterra. Da qui si ha la percezione dello sviluppo del mare nel Pliocene, con un ambiente paleogeografico del tutto diverso dall'attuale. Questa peculiarità amplifica il valore geografico e paesaggistico del sito. A seguito del completo recupero morfologico e vegetazionale dell'area, peraltro attualmente in fase di esecuzione, si ritiene che essa possa quindi rappresentare uno dei siti più suggestivi e di rilevanza ambientale.

inizio pagina inizio paginaUsi storici

Le serpentine, in virtù del proprio aspetto e delle caratteristiche fisico-meccaniche, sono state anticamente (già dai tempi dei romani) utilizzate nell'edilizia come materiali decorativi e attualmente come materiali inerti per pavimentazione stradale. Le prime notizie riguardanti la cava di Montignoso risalgono agli inizi dell'ottocento. In risposta ad un questionario del 24 novembre 1809 inviato dal viceprefetto di Volterra l'allora Sindaco di Montaione Francesco Chiarenti, con comunicazione del 5 gennaio 1810, forniva notizie riguardo l'economia del comune e menzionava l'esistenza "nelle vicinanze di Montaione di filoni di amianto". La coltivazione del giacimento ofiolitico nel sito in esame è stata autorizzata in data 16.05.1992 (Aut. n°115) con validità 7 anni a seguito della Convenzione stipulata in data 15.04.1992.