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Punto di interesse n°3Ex miniera di cinabro di Torri di Iano

La miniera di Torri di Iano è sita tra le località Torri e California nel Comune di Montaione, ad una distanza di circa 5,5 Km in direzione S-SW dal centro urbano del suddetto Capoluogo.

Foto aerea 2003
Sorgente ipotermale Il Bagno - Foto aerea 2003
Carta Tecnica Regionale
Sorgente ipotermale Il Bagno - Carta Tecnica Regionale



Ubicazione del sito
Sorgente ipotermale Il Bagno - Ubicazione del sito

inizio pagina inizio paginaCaratterizzazione geologica

Sul fianco sud-occidentale del rilievo su cui insiste l'abitato di Iano esistono affioramenti di scisti carboniosi del Carbonifero (360-286 MA), al di sotto di una formazione di quarziti e conglomerati quarzosi del Verrucano (248-210 MA). Tali affioramenti, osservabili tra le località Torri e Palagio (v. scheda Sito 2), sono costituiti da strati arenaceo-argillosi grigio-neri con direzione NW-SE e inclinazione generale di circa 25° verso NE. Una faglia, inclinata verso W, limita a occidente gli affioramenti sopra descritti e mette direttamente in contatto i terreni antichi permo-carboniferi con le formazioni più recenti (calcari e scisti argillosi eocenici e sabbie e argille plioceniche). Le rocce carbonifere sono state evidentemente portate a giorno da una faglia con enorme rigetto che le ha messe in contatto con terreni pliocenici (senza l'interposizione del Miocene). In prossimità della faglia localizzabile in superficie con attento rilevamento geologico sul versante occidentale di Monte Torri, sono presenti affioramenti di natura idrotermale a composizione travertinosa (a ovest e sud-ovest di Iano).

Estratto carta geologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geologica
Estratto carta geomorfologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geomorfologica

inizio pagina inizio paginaPucularità geologiche, termali e minerarie

L'area in esame risulta di estrema rilevanza dal punto di vista geologico e minerario. La particolare situazione stratigrafica e idrogeologica è stata dettagliatamente ricostruita attraverso i risultati di due campagne di perforazione a scopo di ricerca eseguite rispettivamente nel 1926-1929 e nel 1958, cui hanno fatto seguito recenti perforazioni esplorative effettuate a partire dal 2000. I risultati delle suddette campagne esplorative hanno evidenziato l'esistenza di un assetto stratigrafico rovesciato, spiegabile con la presenza di un'anticlinale vergente a NE con al nucleo le sequenze carbonifere, e il rinvenimento di acque termali calde (38° C) nel sottosuolo. In particolare, durante la perforazione del pozzo profondo 660 m presso Torri di Iano (da relazione sul Servizio Minerario) sono state rilevate due distinte venute di acqua calda, rispettivamente alla profondità di circa 330 m dal p.c. e a maggiore profondità, all'interno del calcare cavernoso basale. La prima falda di acqua mesotermale proverrebbe da una faglia inversa che in relazione ai dati sull'inclinazione delle faglie, può essere in contatto con la faglia normale principale, individuata ad Ovest e con emergenza nella porzione di territorio alcune centinaia di metri a valle del pozzo. Conferme dettagliate della suddetta condizione stratigrafico-tettonica provengono inoltre da 8 sondaggi profondi (massima profondità di 208 m. dal p.c.) realizzati in Località Iano-Carbonaie dalla Società I.M.S.A. nell'anno 1958 per verificare la mineralizzazione sia al contatto Retico-Permico che al contatto eufotide-serpentino. Da detti sondaggi è emerso inoltre un contatto tra Calcare Cavernoso e le sottostanti Anageniti piuttosto inclinato, con immersione in direzione nord-ovest. Importanti dati provengono anche dalle perforazioni recenti sulla copertura superficiale della formazione del Calcare Cavernoso in prossimità di Iano. Infatti sotto ad esigui spessori di travertino si hanno spessori variabili tra 40 e 60 metri di argille plioceniche che poggiano in discordanza sulla formazione calcarea, che costituisce l'acquifero con influenze termali oggetto della ricerca. Detto acquifero, con deboli caratteristiche di artesianità, ha un comportamento complesso sotto il profilo geochimico e risente in maniera positiva di risalienze di acque profonde in corrispondenza di piani di faglia. La condizione tettonica determina condizioni molto variabili di temperatura e chimismo delle acque anche all'interno dello stesso acquifero, con acque che possono avere un diverso grado di termalismo. Il tutto è dovuto al diverso grado di interazione e miscelazione di acque che provengono da due sistemi idrogeologici diversi e sicuramente in parte separati. In particolare il primo sistema idrogeologico individuabile ad oggi è quello per normale percolazione per infiltrazione diretta dagli affioramenti del Poggio Spadone (acqua prevalentemente a media salinità) ed il secondo è quello per risalienza di acque profonde dalle faglie e dalle fratture con spiccati elementi chimici indicanti un sicuro percorso idrotermale profondo. Le suddette faglie o fratture rappresentano inoltre la via di risalita preferenziale delle venute di cinabro e delle emanazioni di zolfo e carboniche frequenti nell'area e oggetto, in passato, di tentativi di coltivazione mineraria.

inizio pagina inizio paginaUsi storici

La zona in esame, posta tra Forni e California, è stata oggetto di esplorazioni minerarie e di attività estrattiva s.s., come testimonia appunto l'ex-miniera di Torri di Iano, famosa per l'estrazione del cinabro. Le ricerche iniziarono prima del 1850 per opera della compagnia Mineraria Fiorentina, che individuò il solfuro di mercurio in affioramento negli scisti del Carbonifero. Lo sfruttamento vero e proprio iniziò comunque solo a partire dal 1887 con la ditta Fossi e C. mediante la perforazione di un pozzo, noto come Pozzo Savi (profondità iniziale di 50 m), e di un altro pozzo, noto come Pozzo Sfondato (profondo 73 m). Partendo da detti pozzi il lavoro della miniera si svolgeva attraverso una discenderia posta su tre distinti livelli da cui si sviluppavano varie gallerie (l'impianto della miniera può essere osservato nelle tavole del 1894 a cura dell'Ing. Schussel progettista e direttore dei lavori v. foto allegata). Tra i principali lavori eseguiti nell'area di Iano, sulla base dei risultati conseguiti, si annovera la messa in comunicazione tra il Pozzo Savi e la vecchia miniera (1891). Fu infatti realizzata una galleria di circa 200 m scavata nello scisto carbonifero al livello di circa 40 m dalla bocca del pozzo Savi, e con una rimonta di circa 20 m di lunghezza, fu consentito l'accesso alla base dell'abbandonata discenderia del "Cipresso" (lunga 60 m) per prosciugare e rendere accessibili i lavori della vecchia miniera. Detta galleria evidenziò la continuazione dello strato di cinabro principale della vecchia miniera e l'esistenza di una nuova vena o filone-strato di argilla nera bituminosa comunque ricca di cinabro di lunghezza pari a circa 50 m e di larghezza di circa 20-30 cm. Con la galleria Savi, avente andamento pressoché parallelo alla stratificazione, fu seguita detta vena fino a che il rigetto di una faglia la fece scomparire. L'importanza della vena Savi è l'aver dimostrato che lo scisto carbonifero in esame può essere suscettibile di racchiudere, anche a significative profondità, quantità di mercurio maggiori di quelle finora rinvenute con i vecchi lavori realizzati. Le ultime notizie risalgono al 13.11.1954, giorno in cui il Si. Vito Cesari chiese un permesso di ricerca in tale area per minerali di mercurio, solfuri misti e pirite e infine al 5.08.1960 quando la Società IMMSA comunicò la chiusura degli imbocchi della miniera con cancelli. Ad oggi il sito conserva ancora intatti due imbocchi di gallerie sub-orizzontali, la posizione esatta del Pozzo Savi (attualmente colmato di detriti e sede di venute di acqua mesotermale e gas).

Particolare del Pozzo Savi (Pianta della Miniera di Torri di Iano - 24 Marzo 1894)
Sorgente ipotermale Il Bagno - Particolare del Pozzo Savi (Pianta della Miniera di Torri di Iano - 24 Marzo 1894)
Pianta della miniera di cinabro di Torri di Iano
(24 Marzo 1894 - Perito Minerario Antonio Schussel)
Sorgente ipotermale Il Bagno - Pianta della miniera di cinabro di Torri di Iano<br>(24 Marzo 1894 - Perito Minerario Antonio Schussel)