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Punto di interesse n°1Sorgente ipotermale Il Bagno

La sorgente "Il Bagno" sgorga nel territorio comunale di Montaione, ad una distanza di circa 6,8 Km in direzione S-SW dal suddetto Capoluogo. Essa scaturisce poco a ovest della S.C. che collega Iano a Villamagna, nell'omonima località.

Ubicazione del sito
Sorgente ipotermale Il Bagno - Ubicazione del sito
IGM 1947
Sorgente ipotermale Il Bagno - IGM 1947



Carta Tecnica Regionale
Sorgente ipotermale Il Bagno - Carta Tecnica Regionale

inizio pagina inizio paginaCaratterizzazione geologica

La sorgente in esame scaturisce naturalmente dai sedimenti di copertura pliocenici (quota di circa 230 m s.l.m.) affioranti estesamente a ovest di Iano, in corrispondenza di una vasca artificiale di forma rettangolare realizzata in epoca storica. Dette acque, ricche di gas e sovrassature in carbonato di calcio, vengono a giorno attraverso particolari direttrici di frattura e, nel caso specifico, lungo la faglia di Iano-Villa Cozzano.

Schema della circolazione idrica profonda
Sorgente ipotermale Il Bagno - Schema della circolazione idrica profonda



Estratto carta geologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geologica
Estratto carta geomorfologica
Sorgente ipotermale Il Bagno - Estratto carta geomorfologica

inizio pagina inizio paginaPucularità geologiche, termali e minerarie

Le peculiarità geochimiche delle acque della sorgente "Il Bagno" e, in particolar modo, l'elevata salinità (alti contenuti in Ca, Mg, solfati e bicarbonati) e la temperatura di emersione (23°-24°C), indicano per dette acque una genesi profonda (dalla serie evaporitica triassica), con minima interferenza di acque di infiltrazione superficiale. La fuoriuscita di acqua dal sottosuolo è accompagnata, in corrispondenza della sorgente in esame, da una vistosa emissione di anidride carbonica che rende possibile la trasformazione del bicarbonato di calcio (solubile e inizialmente disciolto nelle acque) in carbonato di calcio insolubile che precipita incrostando il suolo con vasti depositi di travertino nelle aree immediatamente circostanti all'emergenza. Il travertino è una roccia sedimentaria di deposizione chimica dovuta alla precipitazione, sotto forma di vaste colate, di carbonato di calcio disciolto nelle acque termominerali portate a giorno da alcune sorgenti. Detti depositi, aventi prevalentemente colorazione bianca o giallo chiaro, possono risultare raramente rossastri per la presenza di idrati di ferro o bruni-nerastri a causa di sali di manganese e sono in genere caratterizzati da una notevole quantità di impronte vegetali. All'interno delle fratture presenti nei banchi travertinosi si rinvengono filoni di alabastrite o alabastro calcareo, una pietra che per la propria struttura zonato-concentrica a zone di tinta piuttosto differenziate è stata comunemente definita alabastro onice.

inizio pagina inizio paginaUsi storici

I depositi di travertino che contraddistinguono le zone immediatamente limitrofe alla sorgente, contrariamente alle rocce travertinose di altre zone utilizzate ampiamente fin dall'antichità in opere edilizie, hanno avuto in passato impieghi sostanzialmente rari. Di maggior importanza sono state invece le escavazioni di alabastro calcareo destinato alla lavorazione artigianale di aggetti decorativi e ornamentali (cava La California-poco a sud di Iano) le quali, protrattesi fino a non molti anni fa, risultano oggi però completamente cessate. La sorgente è stata storicamente utilizzata per bagni dalla popolazione locale con effetti terapeutici per le malattie dermatologiche.